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sito pluristratificato, Parco archeologico di Saturo
Roman · Site40.3719°N, 17.3045°E

sito pluristratificato, Parco archeologico di Saturo

il parco archeologico di Saturo conserva le tracce di una frequentazione che va dall'età del Bronzo all'età romana imperiale e che dal promontorio si estendono sul pianoro retrostante. Sul promontorio sono state scoperte tracce di un villaggio proto-appenninico risalente al 1800-1700 a.C., abbandonato tra il XV e il XIV secolo a.C. e ricostruito nel XIII a.C. Di questa fase insediativa in cui la capanna è l’unità abitativa sono traccia una serie di buche per l’alloggiamenti di pali, muretti e lavorazioni del banco roccioso. Un muro ad aggere delimitava l’insediamento, con un sistema di fortificazione che iniziava dall’acropoli e proseguiva fino alla baia di Porto Perone. La successiva fase di cultura iapigia del villaggio (XI-X sec. a.C.) è documentata dai resti di capanne e da un ambiente ipogeico noto come “cucina”, per la presenza al suo interno di quattro fornelli. Alla colonizzazione greca di Taranto e dell’area circostante si riferisce la presenza dei resti di un edificio di culto, presumibile limite territoriale della chora (territorio) tarantino, a cui si collegano due stipi con materiale votivo, particolarmente attivo tra il VI e V secolo a.C. Al periodo greco si collegano anche le strutture messe in luce da scavi recenti sul pianoro a Nord del promontorio, riferibili ad un luogo di culto dedicato a Afrodite Basilis. Con la conquista romana cambia radicalmente l’assetto del territorio intorno a Taranto. A Saturo l’età romana è attestata dalla presenza di una cisterna

Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.

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