L’attuale Santuario Mariano, che si affaccia su una piazza di forma triangolare del nucleo urbano centrale, già documentata alla fine del XI e gli inizi del XII secolo, fu eretto in sostituzione di quella bizantina quando la diocesi diventò sede metropolitana ad opera dei Normanni, nel luogo dove sorgeva un antico oratorio eremitico in cui si venerava un’ immagine della Madonna “Achiropita” cioè non dipinta da mano umana. La sua struttura è ispirata allo stile gotico-angioino, e nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni e restauri. Attiguo al luogo sacro Cattedrale è operante fin dal 1952, istituito dall'arcivescovo mons. Giovanni Rizzo, il Museo Diocesano e del Codex (www.museocodexrossano.it) che custodisce il famoso Codex Purpureus, il più antico e ricco degli evangeliari greci a miniatura orientale trascritto e miniato intorno al VI secolo a Cesarea di Palestina, nell'ottobre 2015 è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. All'interno è conservato il busto argenteo dell'Achiropita, opera di Costanzo Mellino 1768, e viene traslato, per tutto il mese di agosto, nel Santuario di Maria SS.ma Achiropita dove verrà portato in processione nella solennità del 14 agosto
Nella vita di san Nilo, nato a Rossano nel 910, scritta da san Bartolomeo in Grottaferrata, tra il 1032 e il 1040, si legge che i genitori lo consacrarono al servizio della Chiesa Cattedrale, che il biografo chiama "Casa della Madre di Dio" (cfr. Mons. Giovanni Rizzo, Decreto di erezione a
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