Le notizie storiche sul Santuario di Nostra Signora di Prestarona sono riportate in una pergamena del 1507 conservata nell’archivio capitolare di Gerace. Nel documento risulta che i monaci italo-greci di san Filippo d’Argirò, già prima dell’anno 1000, possedevano la chiesa di Nostra Signora di Prestarona, sita nella omonima vallata. Ogni martedì del mese rendevano lode alla Madonna, venerata in un quadro raffigurante “Nostra Dama con Gesù in Braza”. Le monete, che i re normanni fecero coniare nella zecca di Mileto, recavano l’effigie di detta “Madonna col Bambino”. La “Grangia di Prestarona” si accentrava attorno ad una Madonna che prendeva il nome dalle numerose colombe che popolavano la zona e, soprattutto, l’acrocoro di “Chau”, la “Madonna Tòn Peristeròn, delle colombe”. Il nome “Prestarona” deriva, dunque, dal greco “Prestaronas” che vuol dire colomba. Il Santuario moderno si è sviluppato intorno alle costruzioni bizantine che, nel corso dei secoli, hanno subito vari rimaneggiamenti. Alla chiesetta è annesso un conventino nel quale ha abitato per secoli, dopo la partenza dei Basiliani, un eremita. Originariamente nella chiesetta si venerava un’icona poi scomparsa, al suo posto venne collocato sull’altare maggiore il grande quadro raffigurante la “Vergine con san Filippo e san Jejunio”, che adornava la volta del soffitto. Nel 1859 Caterina Frascà donò al Santuario la bella statua lignea opera dello scultore Rocco Larussa di Villa San Giovanni. Il 26 settembre 2002 mons. Gi
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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