Il luogo di culto è ubicato su una piccola collina ricca di querce secolari, lungo il corso del torrente Finita in contrada San Bartolo, di proprietà della Confraternita della Beata Vergine della Misericordia. Il 9 ottobre 1988 (Prot. N. 111/89), durante l’Anno Mariano 1987-1988 istituito da Papa Giovanni Paolo II, la chiesa di “Santa Beata Vergine della Misericordia” è stata elevata a Santuario Mariano Diocesano da mons. Dino Trabalzini. Il 1 novembre 1999 il Santuario è stato designato nell’Ordinamento Generale di mons. Giuseppe Agostino come Santuario Mariano. La festa votiva del 12 febbraio, preceduta da un novenario, in ricordo del terremoto del 12 febbraio 1854. La solennità rappresenta un punto di unione tra etnie diverse, Arbereshe e Calabresi, che si raccolgono a pregare la Vergine della Misericordia anche con canti in lingua Arbereshe come: "Kur Zuri terremoti fjovari kish dimbëdjeth"(Quando vi fu il terremoto era il 12 di febbraio). I festeggiamenti si svolgono nelle prime ore del mattino e si concludono con la celebrazione eucaristica e l’offerta a tutti i fedeli di un pezzo di pane e vino. La solennità principale si svolge l’ultima domenica di settembre con il trasferimento della statua della Vergine, a cui partecipano in processione numerosi fedeli, dal santuario alla chiesa della Beata Vergine SS.ma Misericordia, o chiesa del Borgo, ubicata nel centro abitato. Seguono i festeggiamenti religiosi e civili. Nel mese di agosto il Santuario è meta di pellegrinaggi p
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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