Il culto della Madonna di Vergadoro, il nome deriva da “Santa Maria Virgae Aureae”, abbreviato appunto volgarmente in Vergadoro, conosciuta anche come “Madonna i Brigatori”, protettrice dei marinai, dei campi e dei contadini appartiene alla parrocchia di Santa Teresa d'Avila. Il 31 maggio 1995 mons. Giuseppe Agostino arcivescovo di Crotone-Santa Severina ha elevato la chiesa con il titolo di "Santuario Interparrocchiale" con lo scopo di tenere viva e di incrementare nei fedeli la sana e liturgica devozione alla Vergine per le parrocchie del territorio comunali di Strongoli. Il luogo sacro è meta di pellegrinaggi soprattutto nel mese di maggio e nella festa dell'Ascensione. Dieci giorni prima dell’Ascensione del Signore si svolge una veglia di preghiera notturna, la cosiddetta “nottata”, il giorno dopo la statua della Vergine viene portata in paese, dove si celebra la novena fino alla domenica, per poi riaccompagnare in pellegrinaggio, a piedi di circa otto chilometri, la sacra effigie nel Santuario
Le prime notizie del luogo di culto risalgono al 1783, dalla visita "ad Limina" di mons. Domenico Morelli. Esistono molti racconti popolari sul culto della Madonna di Vergadoro. Il più diffuso narra che alcuni pescatori, ritrovandosi in pericolo a causa di una tempesta, avrebbero invocato l'aiuto della Mamma Celeste. Scampati al pericolo, il mattino seguente trovarono tra le reti una tela raffigurante la Madonna con la verga d'oro tra le mani. I marinai, per devozione, costruirono
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