Salendo da Biella, lungo una delle ultime curve prima di raggiungere il Santuario della Madonna di Loreto, si trova il serbatoio dell’acqua potabile di Graglia (1903-1930). L’acqua per Graglia è elemento primo di economia e di fede. Il luogo sacro offre la possibilità di salutari passeggiate, è rinomato proprio per la salubrità dell'acqua, leggera e diuretica, acqua che dal Santuario prende il nome. In passato tale ricchezza naturale fu valorizzata in stabilimenti idroterapici e bagni. Lungo il sentiero che porta alla sommità del colle di San Carlo, dove si erge l'omonima chiesa che doveva rappresentare il punto culminante del percorso, si trovano i ruderi di altre cinque cappelle, con condizioni climatiche ideali. In un punto dedicato si può riprodurre il fenomeno di un'eco acustica, talmente qualitativa da poter ripetere parole fino a undici sillabe
Il Santuario ingloba la cappella della Casa Santa di Loreto, cappella che rientrava nel progetto straordinario, poi abbandonato, del parroco di Graglia Nicolao Velotti secondo cui si sarebbe dovuto edificare un Sacro Monte di ben cento cappelle tra Graglia ed il Colle San Carlo. Succeduto al Velotti nel 1630, il teologo Agostino Dal Pozzo pensò meglio di concentrare le energie nella costruzione di un unico Santuario. I Savoia, nella figura del duca Carlo Emanuele II, furono provvidi mecenati. Proprio Carlo Emanuele II, infatti, diede incarico all'ingegnere Pietro Arduzzi di approntare il disegno dell'edificio. Si ebbe la colloc
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