Anfiteatro del tipo cosiddetto a struttura piena: solo l’arena è scavata e gran parte della cavea sfruttava un terrapieno più o meno naturale e i condizionamenti del terreno. Articolato in quattro anelli, di cui quello esterno a prospetto voltato, che costituiscono due ordini di gradinate poggianti sia su un terrapieno frazionato, in cui vengono ricavati vani voltati parzialmente accessibili, sia su sostruzioni con vani radiali. Gli ingressi principali sono collocati sugli assi dell'edificio; a questi si aggiungono quattro passaggi secondari. L'arena è delimitata da un muro con alto podio. L'elevato è realizzato in opus incertum mixtum: ciottoli spezzati in facciavista alternati a doppi ricorsi di mattoni. Le dimensioni complessive risultano m. 132x98, mentre quelle dell’arena si attestano sui m. 82x48 circa. La struttura risulta ancora in vita alla fine del III secolo: il terminus post quem è dato dal rinvenimento negli strati di abbandono della scalinata di un Antoniniano di Probo (276-282 d.C.). Il completo abbandono è da collocarsi tra fine IV e inizi V sec. d.C. Fase II. In età tardoantica le estremità dei due radiali di via Stilicone vengono unite tramite una struttura muraria ortogonale a sostegno di una palizzata lignea con funzione di chiusura dell'ambiente radiale. Anche a sud viene riutilizzato il vano radiale per scopi produttivi, testimoniati da una sequenza di strati carboniosi e buche, un focolare semicircolare addossato ad uno dei radiali e realizzato con elem
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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