In epoca romana la Dora Baltea non seguiva il corso odierno, ma era divisa in due bracci, quello principale tagliava la pianura ad ovest di Ivrea ed è tuttora visibile come Rio Ribes, mentre un secondo braccio seguiva il corso ora principale della Dora. Su questo fiume, nel punto più stretto al margine occidentale della città, ed in corrispondenza del decumanus maximus, i Romani costruirono un ponte in pietra, che collegava Eporedia alla strada diretta ad Augusta Taurinorum, il cui tracciato è indicato da una vasta area sepolcrale rinvenuta non lontano dal passaggio. Il ponte, attualmente in uso insieme al Ponte Nuovo, 100 m. più a valle, è noto come Ponte Vecchio, Ponte Romano o Ponte Canavese (in passato costituiva l'inizio della strada che conduceva verso questa regione). Sebbene fortemente rimaneggiato a seguito delle distruzioni e ricostruzioni succedutosi nel corso dei secoli, è verosimile che anche in età romana il ponte superasse la stretta gola per mezzo di due arcate asimmetriche, una maggiore a tutto sesto (luce 14 m.) sul filone principale della corrente - ovvero sul punto di maggiore pressione ed erosione esercitata dall'acqua- fra la spalla destra e lo scoglio roccioso, ed una minore (luce di 7,5 m.), sempre a tutto sesto, sul braccio moderato della corrente, fra scoglio e spalla sinistra. Le due arcate convergevano su un'unica pila, fondata direttamente sulla roccia viva dello scoglio, la cui frastagliata superficie era stata adattata attraverso opportuni livel
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
Atika pings you when you walk or drive past heritage like this. Works offline, no account needed to explore.