I primi proprietari del palazzo furono gli "Antonelli". In seguito l’edificio fu donato ai "De Torres" e quindi ai "Dragonetti" con la clausola di aggiungere al cognome "Dragonetti" il cognome "De Torres". Fa parte di un aggregato insieme al Palazzo Rivera; l’aggregato è funzionalmente suddiviso in due unità separate corrispondenti alle rispettive proprietà. Dal punto di vista strutturale le due porzioni dell’aggregato interagiscono tra loro sia nei confronti dei carichi verticali, sia nei confronti delle azioni orizzontali. Palazzo Dragonetti de Torres è delimitato da Via Monteluco, Via del Seminario e Via Roio; conserva la forte impronta della struttura settecentesca e si pone come uno dei migliori esempi dell’architettura civile aquilana degli anni seguiti alle distruzioni del 1703. Si sviluppa su quattro livelli: un piano seminterrato e tre piani fuori terra. Il piano seminterrato non occupa tutta la superficie dei piani superiori, ha ambienti voltati in laterizio posti a coltello e due corpi scala che conducono ai cortili. Gli ambienti del piano terra sono destinati a uffici pubblici, archivi, locali tecnici, e blocchi destinati a servizi; tutti gli ambienti sono voltati con laterizi posti di taglio e si distinguono in volte a crociera, a schifo o a botte; alcuni ambienti presentano solai in latero-cemento. Le pavimentazioni dei cortili sono prevalentemente in elementi lapidei, in pietra calcarea, in acciottolato o in lastre di pietra. Lungo Via Roio sono distribuiti i t
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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