Nicastro è uno dei due nuclei che compongono il centro storico della città di Lamezia Terme. È stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell'unificazione con Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia per la nascita del nuovo comune Lamezia Terme. Del patrimonio storico-architettonico di Nicastro fanno parte: la cattedrale, del XVII secolo, contenente pregevoli opere d’arte sei-settecentesche; le chiese di Santa Caterina delle grotte, di S. Pancrazio e dei cappuccini; i ruderi del castello normanno, ricostruito dagli svevi e restaurato dai Caracciolo e dai D’Aquino. Il Rione San Teodoro è il più antico agglomerato urbano di Nicastro. Lo sviluppo del rione è strettamente legato alla costruzione del castello e presenta i caratteri dell'incastellamento fortificato
Il toponimo riprende quello dell’omonima località enotra, del VI-V secolo a.C., che si ritiene sorgesse nella piana di Sant’Eufemia. In fonti antiche è attestato anche l’etnico “lamentini”, posto in relazione col nome del fiume Amato o Lamato. Nicastro, in passato Neocastrum, fu fondata in epoca bizantina e raggiunse ben presto una grande prosperità, che aumentò sotto Federico II di Svevia. Nel 1057, i Normanni conquistarono Nicastro sotto la guida di Roberto il Guiscardo, che stava marciando verso Reggio Calabria per conquistarla. Dopo la sconfitta del Guiscardo a Reggio, la guerra tra lui e suo fratello minore Ruggero e la successiva carestia, Nicastro fu teatro di una delle rivolte dei calabresi contro i conquistatori norm
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