Sito collocato su una delle principali creste del cosiddetto crinale occidentale del comprensorio sanremese, ossia uno dei due archi che conchiudono il territorio di Sanremo. Monte Caggio è visibile e riconoscibile da molte valli circonvicine e in contatto visivo diretto con la maggior parte dei siti d’altura dell’area. La sommità si contraddistingue per la natura particolarmente accidentata del terreno e per la presenza di anfratti rocciosi. La formazione più caratteristica è costituita da un cumulo pietroso-terroso molto regolare, alto una quindicina di metri, collocato sull’elevazione massima del monte, su uno stretto pianoro molto irregolare. La struttura venne descritta in un manoscritto databile tra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo, forse attribuibile all'abate G.B. Grossi. Dopo la seconda guerra mondiale, una ricognizione dell’area da parte degli allora giovani studenti Ciasca e Peroni, permise di segnalare un aggere in terra e sassi sul margine ovest del pianoro sommitale e la presenza di un paramento sul lato NE di tale struttura, ritenuta “parte di una costruzione quadrangolare di circa m. 6 x 6”, di età “verosimilmente protostorica”. In quell'occasione venne raccolto un solo piccolo frammento di ceramica grezza a impasto bruno-chiaro, che definirono “certamente preromana”. La ricognizione condotta nell'area dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria nel 2003 ha permesso di confermare la descrizione del sito fatta da Ciasca e Peroni
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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