Rocca San Felice, sorto in epoca alto medievale, è adagiato su un poggio coronato dai ruderi del castello medievale. Il Castello di Rocca San Felice, detto anche "Donjon", è parte di un'area fortificata che, negli antichi documenti, viene citata con la denominazione di Castellum Sancti Felicis e, successivamente, con termine di "Rocca". Dell'intera area fortificata oggi restano visibili: il portale, la cinta muraria e la torre cilindrica. Alle basi del castello, lungo la via Croce, si trova la chiesa di Santa Maria Maggiore. Il centro storico si sviluppa da nord, posizione del castello, a sud lungo la strada provinciale 78
In epoca longobarda viene eretta la fortezza adibita alla difesa dei confini tra il principato di Salerno e quello di Benevento, in epoca angioina viene inglobata tra i feudi di Landolfo d’Aquino, poi passa ai Saraceno, ai Caracciolo e nel 1594 a Giovanni Battista Reale. I Capobianco, signori di Carife, assumono la giurisdizione nel XVII secolo, mantenendola fino all'eversione della feudalità nel 1806. La chiesa di Santa Maria Maggiore è edificata nel XII secolo e ricostruita dopo il sisma del 1980, viene riaperta al culto il 4 agosto 1991. STORIA SISMICA: le prime informazioni della storia sismica di Rocca San Felice vengono fatte risalire al sisma del 25 ottobre 989 e alcuni crolli del castello sono messi in relazione con questo evento. Nel 1694 il terremoto causa il crollo di 80 abitazioni e 10 morti. Con l’evento sismico del 29 novembre 1732 avviene il
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