Centro di montagna di remote origini, con un'economia basata sull'agricoltura, sull'industria e sul fiorente terziario. Il capoluogo comunale è disposto ai lati di un'arteria viaria e presenta una pianta a scacchiera, scandita da vie larghe e dritte. Nel territorio comunale, dal profilo geometrico piuttosto vario, si alternano il paesaggio agricolo tipico della Valle Caudina e la rigogliosa vegetazione arborea che riveste le pendici dei monti circostanti. A breve distanza dall'abitato s'innalzano inoltre, su opposti versanti, i gruppi montuosi del Taburno e del Partenio, che, ammantati da splendide foreste di faggio, abete e ontano napoletano, formano, con la catena dei Monti Picentini, il nodo centrale dei rilievi campani
Airola fu abitata sin dalla preistoria da popolazioni appenniniche e in seguito dai sanniti, sconfitti dai romani tra il IV e il III secolo a.C. Durante la guerra sociale fu distrutta da Lucio Cornelio Silla e subì nuove devastazioni nel corso della guerra greco-gotica (VI secolo d.C.). Nel Medioevo appartenne al normanno Rainulfo I, cui succedettero dapprima i duchi di Salerno e in seguito i conti di Caleno. Nel Trecento passò a Carlo della Leonessa, che la cedette agli Angioini. Successivamente fu venduta a Carlo Carafa che, fedele agli Aragonesi, ne fu privato dall'imperatore Carlo V; quest'ultimo l'affidò ad Alfonso d'Avalos d'Aquino, suo capitano generale. Con l'estinzione del casato dei Caracciolo, cui appartenne dal 1575 al 1792, entrò a far parte d
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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