Papasidero si posiziona su una roccia a fasce disgreganti, nato per genesi spontanea nell’altomedioevo. Nella parte sommitale, su uno sperone roccioso a nord ovest, si trova il castello di impianto normanno di pianta pressocchè rettangolare e dotato di una sola torre semicircolare, il Castello dovette essere un imponente punto di raccordo di un'ampia cinta muraria. Faceva parte del sistema difensivo una torretta conosciuta come Cambio della Guardia e localizzata all’estremità sud-est dell’abitato
Intorno al IX-X secolo l'area della media e bassa valle del Lao costituì una zona neutra oscillante tra i territori longobardi del Principato di Salerno e i domini bizantini del resto della Calabria. Ciò incoraggiò notevolmente il fenomeno dell'immigrazione monastica basiliana nel territorio dove sorsero numerosi cenobi e chiesette bizantine. Il Mercurion - che abbracciava il territorio compreso fra Laino, Orsomarso e Scalea a che prende il nome dal fiume Lao il cui tratto iniziale si chiama Mèrcure -divenne una sorta di zona franca in cui si sviluppò un'intensa vita monastica. La presenza del monachesimo basiliano fu determinante anche per Papasidero, come testimonia non solo la fondazione tra XI e XII secolo della cappella bizantina di Santa Sofia, situata nel cuore del centro storico, ma anche l'origine stessa del suo nome derivato da un "Pàpas Isidoros", igumeno di uno dei monasteri basiliani sorti nella Con molta probabilità il centro storico di Papasidero si è sviluppato intor
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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