Il centro storico è costituito dalla cittadella sulla rupe, "il Piano delle Fosse", ovvero il nucleo abitativo medievale della città, un tempo cinto da mura, da cui si dipartono le vie di comunicazione verso la Piana che hanno guidato l’espansione e lo sviluppo della città. La cinta muraria e le torri sono state nel tempo inglobate negli edifici realizzati a ridosso della rupe. È visibile e ha mantenuto bene i caratteri originari la cosiddetta Torre Don Giacomo, sul lato ovest dell’abitato. Il borgo ospita la chiesa di Sant'Antonio e alcuni palazzi, tra cui l'antico palazzo Baldari, il Palazzo Sant’Ippolito e il Palazzo Fallara
Sorta in una zona abitata fin da tempi preistorici, stando ai reperti neolitici rinvenuti nei suoi dintorni, si ritiene che occupi il sito di Metauros, famosa colonia locrese, alla quale fa riferimento la specificazione “Tauro”, aggiunta al toponimo con un regio decreto del 1863. La prima parte del nome in documenti antichi compare nelle forme Joha, Zoa e Jovia. In un registro di Carlo I d’Angiò (1271) è citata la città di Johe; successivamente, nel registro di Carlo II d’Angiò, Johe risulta come possedimento di Ruggiero di Lauria (1305). Il feudo passò a alla famiglia Sanseverino (1341) poi a Saladino Sant’Angiolo (1423) e a a Ser Gianni Caracciolo (1425). Nel 1458 secolo il re Alfonso il Magnanimo donò la contea di Terranova con i casali di Gioia e S. Giorgio a Marino Correale e nel 1479 Gioia è venduta per 80.000 ducati al barone Aniello Arcomone.
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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