Centro con schema d’impianto irregolare. Tra i monumenti spicca il maestoso ex palazzo marchesale, costruito dai Castriota nel Cinquecento e restaurato nella prima metà del XVIII secolo. Nell'architettura sacra figurano: la chiesa della Madonna di Costantinopoli o di Sant'Antonio, in stile barocco; la cappella dell'Assunta, di origini trecentesche e riedificata nel Settecento; la Chiesa dello Spirito Santo, edificata nel XVII secolo su una precedente cappella
La sua fondazione avvenne, probabilmente, ad opera di popolazioni greche o dei profughi di Muro Leccese, dopo la distruzione della loro località da parte delle soldataglie di Guglielmo il Malo, verso la metà del 1100. Assoggettata a svariate dominazioni fino all'annessione al Regno d'Italia, nel corso dei secoli ha registrato diversi passaggi di proprietà: assegnata dal normanno Tancredi alla nobile famiglia dei Capece, pervenne successivamente ai Maremonte e ai Castriota Skanderbeg. L'esistenza del centro urbano è attestata dal 1276. Lo sviluppo dell'abitato si concentra in origine attorno alla zona detta "delle puzzelle" (depressione naturale con pozzi, retrostante la chiesa Parrocchiale, all'inizio della strada per Sanarica) e nei pressi del palazzo Maremonti (nell'attuale piazza Armistizio), primitiva residenza baronale. Il nucleo, di ridotte dimensioni, viene completato tra XV e XVI secolo con l'edificazione della cappella di S. Rocco, futura chiesa Parrocchiale, e del Palazzo Marchesale dei Castriota, in posizione
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