Polo catalizzatore del centro storico è l'attuale Piazza S. Giovanni, sulla quale prospettano la seicentesca chiesa madre, dedicata a San Giovanni Battista e ampiamente rimaneggiata nel sec. XVIII, la chiesa cinquecentesca "Mater Domini" e l’ex Palazzo Baronale, ora sede municipale, costruito dai Prato nel XVI secolo. Nella piazza confluiscono alcune arterie rettificate, in qualche caso, nell'Ottocento, come corso Vittorio Emanuele o via Regina Margherita
La fondazione di Sava si può far risalire al XIII secolo, ad opera degli abitanti dei vicini casali di Pasano e Aliano. Il primo documento rintracciato dagli storici attraverso cui si può risalire alle origini del borgo di Sava, e nel quale si fa menzione dell'esistenza di questo paese, risale al 1417. In questo periodo esisteva dunque per certo il Casale di Sava ed era abitato ma risulterà poi disabitato a causa di incursioni e continue scorrerie durante le guerre di successione tra Angioini e Aragonesi, fino almeno al XV secolo, quando si ripopolò con l'arrivo di famiglie albanesi. Nel 1520 il feudo appartenente alla famiglia dei Sava fu ceduto dalla famiglia Mayro di Nardò alla nobile famiglia leccese Prato, cui rimase fino all’estinzione del casato, nel XVII secolo. Dal 1741 al 1794 appartenne ai Gesuiti; ebbe come ultimo feudatario il nobile Giuseppe De Sinno
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