Centro di pianura di origine albanese, la cui caratteristica sono le abitazioni arbëreshë, a pianta quadrangolare irregolare con la volta a crociera, con caratteristici comignoli. Il centro storico si identifica con le costruzioni risalenti al XV-XVI secolo, rimaneggiate nel tempo. Gli elementi di maggior pregio del patrimonio storico-architettonico sono il palazzo marchesale, fatto costruire dal Capuzzimati, nel XVI secolo, ma rimaneggiato in epoca successiva e la chiesa parrocchiale, dedicata a San Carlo Borromeo
I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi preistorici, stando ai manufatti litici ritrovati nei dintorni dell’abitato e alle grotte, dell’età del bronzo, scavate nelle pareti di una gravina e riutilizzate nell’alto medioevo, come abitazioni ipogee. Con l’avvento del medioevo i segni della presenza umana a S. Marzano si fanno più precisi ed evidenti. Non vi sono molte notizie circa la successione feudale del borgo sammarzanese nei secoli precedenti la venuta degli albanesi. La prima volta che in un documento troviamo nominato S. Marzano è in un atto di donazione che nel 1281 il miles Andrea del Castello fa al clero di Taranto, possessore del castrum Carrellum , poi, nel 1304, un mandato della cancelleria angioina, in cui si ordina a Egidio de Fallosa, che godeva del possesso del “tenimentum Sancti Marzani”, di pagare la decima al clero di Oria. Un documento dell’Archivio di Napoli riporta che nel 1378 era feudatario di S. Marzano il conte Guglielmo de Vicec
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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