Centro di montagna di impianto medievale, sede municipale del comune di Giffoni Sei Casali. Nel cuore del casale di Capitignano sorge la Chiesa di San Martino Vescovo, nata sui resti di una basilica romana dove sorgeva l'antica "Caput Jani" da cui deriva il nome. Nello slargo su cui si affaccia la chiesa, è presente una fontana in pietra risalente al 1780. Poco distante è ubicata la chiesa di Santa Maria della Pace
Attestato nel Catalogus Baronum, il toponimo è stato oggetto di varie congetture etimologiche; alcuni lo fanno derivare dal greco «terra di strage, micidiale», a indicare il valore militare dei suoi abitanti. L’attuale territorio Giffonese insiste nella zona geografica che fu dell’antica Picentia. Le sue origini possono farsi risalire, quindi, all'epoca della sconfitta dei Romani sui Picentini, quando gli abitanti della distrutta Picenza abbandonarono la pianura per ritirarsi sulle pendici delle montagne. I Picentini così furono costretti a vivere in piccoli gruppi costituendo così 36 villaggi chiamati "casali", che si riunirono nello Stato di Giffoni. Lo stato di Giffoni fu contea longobarda e nel 1066 passò nelle mani di Gaimario della famiglia del Principe di Salerno. In epoca angioina fu soggetto al conte di Andria, poi a Giacomo di Brussone e quindi a Giacomo d'Aquino. Dopo alterne vicende e attraverso successive consegne, nel XVIII secolo finì ai Doria, principi di Melfi. Nel 1806 con l’abolizione dei feudi, lo Stato di Giffoni fu sciolto e nacquero i due co
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