L’abitato storico di Amantea si sviluppa nella zona sottostante il castello. Questo, posto sulla sommità della rupe, ne ha determinato conformazione e crescita. La prima direttrice, la più antica, è nel quartiere Catocastro e collega la chiesa di San Francesco d'Assisi verso il Duomo. L’altra, nel quartiere Paraporto, parte dalla porta d’ingresso e determina la crescita dell’abitato collegandosi con Catocastro. Successivamente, la via Indipendenza sarà il percorso matrice di una nuova fase di espansione del centro. Il quartiere Catocastro, dal nome del fiume che lo delimita a nord, rappresenta l'edificato più antico della città ed è caratterizzato da modeste costruzioni a schiera e in linea che presentano elementi tipici degli edifici- fortificazione. Nel quartiere Paraporto il tessuto edilizio si addensa attorno a vicoli stretti, slarghi e belvederi inaspettati, presentando, anche, esempi di edilizia più colta. Poco fuori, poi, il convento di San Bernardino
Al-Amanthia, nome arabo, rimanda alla storia della città, Nobilis Fidelissima Regibus, riconosciuta e ricordata dal geografo Al Idrisi in una sua opera del 1154. Prima di tale periodo, risalendo al periodo greco, non si hanno notizie certe circa probabili insediamenti nel territorio. Notevoli e consistenti insediamenti dovettero sicuramente stabilirsi in età romana: la struttura urbana e la conformazione del territorio fanno desumere l'esistenza di due insediamenti: uno più a sud e un secondo in diretta comunicazione con
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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