Il centro storico si sviluppa, da un punto di vista urbano, secondo l'impianto italo-albanese (arbëreshë) della Gjitonia, ovvero del "recinto" che riprende gli impianti di derivazione albanese. In tale configurazione, le case di un unico nucleo familiare si dispongono, in cerchio, intorno ad uno slargo "sheshi" (piazzuole) sul quale prospettano tutti gli accessi e le finestre delle cellule abitative. Quindi, lo spazio urbano si fonde con quello abitativo divenendo una naturale prosecuzione di quest'ultimo. Per quanto riguarda il tessuto edilizio, invece, esso è per lo più caratterizzato da tipi base di case a profferlo o unicellulari. In tutto il centro storico pochi e rari sono gli esempi di edifici nobiliari tra cui si annoverano il Palazzo Pellicano e, più a monte, il Palazzo Ducale. Tipica, nel borgo, è la casa Kodra, ovvero case che hanno sembianze antropomorfe. Altro carattere invariante del centro storico sono i comignoli (çimineret) che hanno la peculiarità di essere diversi uno dall'altro con forme originali e particolari. Infine, a valle, è presente il ponte del Diavolo (il cui nome deriva da un'antica leggenda) che collega le due pareti del canyon scavato dal fiume Raganello. Pare che il ponte venisse utilizzato già all’epoca romana per attraversare l’Alcalandros (l’attuale Raganello) e raggiungere la Magna Grecia
Civita fu fondata da famiglie provenienti dalla regione “Tosca”, confinante con la Macedonia, che portarono con sé il loro mondo, i canti e le tradizion
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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