Il centro si sviluppa sulla cresta di una montagna ed è dominato dai resti del castello feudale del sec. XIII, ricostruito nel sec. XVII e dopo il sisma del 1964, di cui rimane una torre quadrata. Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la chiesa madre di San Nicola costruita nel sec. XIV su resti di una piccola chiesa di rito bizantino dedicata a san Nicolò e più volte ristrutturata; la Chiesa della Madonna delle Grazie; la Chiesa di San Vincenzo Ferreri; la Cappella di San Lorenzo Martire
Sorta probabilmente nell’alto Medioevo, fu antica roccaforte longobarda. Nello stesso periodo dei Longobardi e per gli stessi motivi che avevano spinto gli invasori a costruire la roccaforte, i monaci italo-greci della seconda colonizzazione (X-XI secolo) si installarono a Brindisi e svolsero un ruolo essenziale per la promozione della vita spirituale ed economica della gente del luogo. La prima attestazione è del 1239 quando Federico II ordina ad alcuni paesi della Basilicata di provvedere alla manutenzione del castello di Brindisi detto “castrum Brundisci de Montana”. Appartenne a diversi feudatari, dai Guidone De foresta (1268) a Gerardoo de Divort (1280) e da questi a Aegillo Belmonet (1284) poi a Baldassare Zotta. L'agglomerato venne completamente distrutto dal terremoto del 1456 ed il luogo rimase pressoché deserto fino a quando venne ricostruito alle pendici del duecentesco castello e ripopolato da una colonia di albanesi della città di Corona, i quali tra il 1534-36
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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