Il centro storico si sviluppa sul crinale di una collina, attorno ad una strada di attraversamento. Il tessuto edilizio si compone di tipi base, unicellulari e a profferlo, che si adagiano sull'orografia del territorio superandone il dislivello. L'impianto urbano, così come la toponomastica "Motta" della frazione a ridosso del centro storico, rimandano all'epoca medievale di cui rimane visibile, oggi, ben poco. A questo periodo risale, secondo gli storici dell'arte, la chiesa di San Giorgio che è stata edificata ricalcando le forme del Duomo di Cosenza, con torre campanaria del XV sec. Pochi gli edifici di pregio, tra cui il Palazzo Ritacca-Valentini, edificati intorno alla chiesa: su uno di questi è presente una feritoia diffusa nei casali di Cosenza
Scriveva Gabriele Barrio, erudito del '500, che il territorio cosentino contava circa cento borghi, molti per grandezza uguali a villaggi, divisi in ventidue Baglive (la Bagliva era la giurisdizione fiscale introdotta al tempo dei Normanni). Quei borghi, in parte scomparsi, formano oggi i comuni dell'hinterland cosentino: tra questi Zumpano. L'opinione prevalente degli storici collega l'origine dei Casali all'occupazione saracena della seconda metà del X secolo, quando gran parte della popolazione di Cosenza, saccheggiata e messa a fuoco dai Saraceni, cercò rifugio nelle campagne. Scongiurato il pericolo delle invasioni turche e iniziata la ricostruzione di Cosenza, non vi fu quel riflusso verso la città e i Casali rimasero abi
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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