Gli edifici sono piccoli, a uno e a due piani, in muratura di pietre con rinzeppature di piccoli elementi lapidei e di laterizi, con solai e coperture a struttura lignea e manto in coppi. Caratteristico il sistema di canalizzazione delle acque utilizzate per l’irrigazione dei campi e le ringhiere in ferro battuto dei balconi in cui sono riprodotte le iniziali del committente. Unici edifici di rilievo sono: - Chiesa parrocchiale della Natività di Maria SS., alla fine dell’abitato - Casa signorile, di proprietà privata, ma sede del comune, realizzato negli anni ‘30. Il centro, pur se oggetto di trasferimento dell’abitato, continua ad essere frequentato dai proprietari degli appezzamenti agricoli posti sui terrazzamenti lungo i fianchi della collina e abitato da un piccolo nucleo di persone. Ciò ha impedito che il centro andasse in completa rovina (gli unici edifici, una decina, allo stato di rudere si trovano in un piccolo comparto ad ovest) e fosse invece oggetto di costanti interventi di piccola manutenzione
I primi abitanti di Nardodipace provenivano da Fabrizia e avevano scelto questi luoghi come abitazione temporanea durante il periodo della transumanza. Nel corso del XVIII secolo le abitazioni, disposte sul crinale del Colle del Porcaro, divennero stabili grazie alla fertilità dei luoghi, coltivati mediante la realizzazione di terrazzamenti, e al clima favorevole. Nel Catasto Onciario di Fabrizia si parla di Nardodipace, della sua gente e dei suoi casali, attestando così
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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