Comune rivierasco, ubicato in collina, ha origini medievali e un’economia basata essenzialmente sull’agricoltura. È posto tra l'Alto Ionio Cosentino e il massiccio del Pollino, quasi ai confini della Basilicata. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate: si raggiungono i 1.124 metri di quota. L’abitato, situato sul crinale di un monte, è interessato da una forte crescita edilizia; il suo andamento plano-altimetrico è leggermente vario
Fondata in epoca medievale, viene da alcuni identificata con l’antica Leutarmia o Levitonia, località in cui si insediò un gruppo di profughi della guerra di Troia guidati dall’indovino Calcante, che vi fu seppellito, dopo la morte avvenuta per il dolore di aver perso una gara di chiaroveggenza con Mepsos, figlio del dio Apollo. Il toponimo non ha un’etimologia chiara, potendo derivare dal latino "albidus", "bianco", o "albedo", "bianchezza", oppure dal nome della famiglia che per prima ebbe in feudo il territorio. Piuttosto fantasiosa appare l’ipotesi di un’origine fenicia della denominazione del borgo che, con la base Alba, derivante da "lahab", "fiamma", avrebbe il significato di "fiamma bassa e inferiore" e farebbe pensare all’esistenza sul posto di un vulcano, in età remota. Oggetto di diversi passaggi di proprietà, ebbe tra i suoi signori i della Marra, i Sanfelice, i Castrocucco e i Mormile, ai quali rimase fino all’abolizione del feudalesimo, sancita dalle leggi napoleoniche. Compre
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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