Il borgo, sorto in epoca medioevale, è caratterizzato da vie strette e tortuose e dominato da un maestoso castello. La cinta muraria risulta solo parzialmente intatta, poiché demolita in alcune parti; in epoca antica il paese era chiuso da quattro porte di cui quella occidentale è ancora in piedi; oggi è possibile ammirare solo i ruderi delle torri, costruite nell'XI secolo. Al centro del borgo sorge la chiesa madre intitolata a Santa Maria dell'Assunta
L'origine di Felitto è da ricondurre a qualche secolo prima dell'anno 1000. Si trova menzionato per la prima volta in una bolla papale di Celestino III nel 1191 in cui si citava un borgo denominato come "Felix", da cui Felitto, poi in una lettera di Innocenzo IV, in cui si chiedeva all’abate del monastero di S. Pietro di Eboli di concedere, ad un certo Iohannes de Philecto, un feudo militare. Nel 1269 fu assegnato a Guglielmo da Sancto Lupo e agli inizi del XIV secolo era proprietà dei Domnusco; quindi, dopo ulteriori passaggi, andò ai Sanseverino e, agli inizi del XIX secolo, ai Carafa. Nel Settecento il borgo era ancora circondato da mura, puntellate agli angoli da torri merlate; vi si accedeva attraverso tre porte, due delle quali esistevano ancora alla fine di quel secolo
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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