Sorrento è una cittadina costiera le cui origini si perdono nell'antichità, rinomata stazione balneare la cui fama è diffusa ben oltre i confini nazionali; la sua maggiore risorsa economica è costituita dall'industria turistico-alberghiera ma un ruolo importante è svolto anche dalle attività agricole e marinare, nonché dal fiorente artigianato della tarsia e dell'ebanisteria. Il capoluogo comunale, tuttora disposto secondo l'antica pianta greco-romana, con strade che lo attraversano ortogonalmente, accoglie la gran parte della comunità dei sorrentini. Il territorio comunale, classificato collinare, ci regala uno dei paesaggi più suggestivi della penisola: dominato dal profilo dei monti Lattari, circondato da profonde gole, l'abitato si apre sullo splendido golfo di Napoli, con coste alte e frastagliate che si rompono in ripide scogliere e si tuffano a picco nelle acque azzurre del mare
Subì il dominio dei siracusani, dei sanniti e dei romani, che vi costruirono lussuose ville per i loro soggiorni. Per un lungo periodo fu sottoposta all'amministrazione bizantina ma, all'inizio del IX secolo, riuscì a rendersi indipendente e a creare un ducato libero. Da allora lottò strenuamente per mantenere la sua autonomia, insidiata dagli assalti di altre città campane, finché fu sottomessa prima da Ruggero il Normanno e poi da Giovanna D'Aragona e Giuseppe da Correale. Il vero sviluppo dell'abitato ebbe inizio nel Seicento con il rinnovamento del tessuto urbano e si consolidò nel Settece
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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