Procida è una cittadina costiera insulare risalente ad epoca antica, piacevole meta di vacanze estive che conserva un legame viscerale con la terra e con il mare ed è rinomata per l'artigianato dei ricami, dei merletti e del modellismo navale. Il comune, classificato collinare, abbraccia per intero l'isola marittima cui dà il nome, la più piccola dell'arcipelago partenopeo; di origine quasi interamente vulcanica, è costituito da suoli tufacei prodotti nel tempo dall'attività dei crateri principali (Chiaia, Pozzo Vecchio, Socciaro e Terra Murata), oggi poco riconoscibili a causa dell'erosione meteorica. La costa, generalmente alta, a strapiombo, è movimentata da piccole insenature e spiaggette
Si hanno poche notizie sulle origini dell'abitato. Insieme ad Ischia fu sempre legata alle vicende storiche di Napoli e fu ripetutamente soggetta alle incursioni di pirati saraceni, che ne fecero perfino una base delle loro scorrerie. Nel Medioevo appartenne ad un nobile salernitano cui diede il nome, Giovanni da Procida, famoso per aver osteggiato il dominio angioino nell'Italia meridionale e per aver partecipato alla rivolta dei Vespri Siciliani. In seguito divenne proprietà dei Cossa e dei D'Avalos, che la tennero fino al 1743. Fu occupata dagli inglesi nel 1799, dal 1806 al 1809 e ancora nel 1813. Sempre nel XIX secolo Alphonse de Lamartine, poeta e uomo politico francese, vi ambientò il celebre romanzo "Graziella", da cui la comunità trae lo spunto per una tradizionale festa annual
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