Il centro storico, oggi frazione del comune di Corigliano-Rossano, si presenta adagiato su un rupe circondata da profondi valloni, a dominio della pianura e del mare. Il centro è stato edificato, da sempre, solidale al territorio così come dimostra anche la presenza di una serie di grotte eremitiche che testimoniano l'antichissima tradizione del centro. Lo sviluppo urbano, policentrico, si caratterizza per la commistione di influenze architettoniche differenti: bizantine, ebraiche, islamiche, medievali. Ancora oggi, nell'architettura, è fortemente visibile l'impronta bizantina: si pensi al Patirion, alla chiesa Panaghija o a quella di San Marco. Insieme agli esempi religiosi che rimandano alla tradizione antica greca, poi, sono diffusi gli edifici nobiliari che, invece, mostrano per lo più fatture e stilemi settecenteschi. Nulla, invece, rimane delle antiche strutture difensive della città
Lo storico bizantino Procopio riferisce di un "frurion Ruskian" presidio fortificato posto da Thurii a difesa delle popolazioni Bruzie. Con l'occupazione romana in tale fortilizio fu insediata una colonia costituita da gens Roscia da cui il nome Roscianum presente nell'itinerario Antonino. La cittadina riuscì a resistere alle invasioni Longobarde (VI sec.) e alle continue pressioni Musulmane. Dal VII sec. Rossano fu un importantissimo centro bizantino, punto di riferimento per molti greci approdati in Calabria e siciliani scappati alla conquista musulmana. Fuori dalle mura urbiche si collo
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