Come per altri paesi della Costiera Amalfitana il centro storico si sviluppa lontano dal mare, in modo da proteggersi dalle invasioni dei pirati che venivano avvistati dalle torri costruite sugli speroni rocciosi. Il piccolo borgo ha ben sei chiese: la chiesa dedicata a San Giovanni Battista (conosciuta anche come chiesa di Sant'Antonio), eretta nel 1200, la chiesa di San Pancrazio, la chiesa di Santa Maria di Grado, la chiesa di San Michele Arcangelo e la cappella della Madonna della Neve, tutte costruite in posizione panoramica
Le origini di Conca dei Marini sono piuttosto incerte; si ritiene che sia stata fondata dai Tirreni con il nome di Cossa e, data la conformazione ripida ed irregolare dell'entroterra, i primi abitanti si dedicarono subito alle attività marittime. Nel 272 a.C. (481 ab Urbe condita) venne conquistata dai Romani, che la trasformarono in colonia. Già a quei tempi l'abitato poteva vantare una valida marina mercantile, che gli permetteva intensi contatti commerciali con i centri affacciati sul Mediterraneo: la prosperità basata essenzialmente sui traffici marittimi durò per svariati secoli, parallelamente a quella della vicina repubblica marinara di Amalfi, che qui, soprattutto in epoca sveva e angioina, aveva un ricovero navale e forse anche il centro di reclutamento degli equipaggi marinari. Nel X secolo un violento cataclisma distrusse molte costruzioni pubbliche e private; nel 1543 il borgo fu invaso e saccheggiato dai turchi e probabilmente da allora
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