L’attuale centro corrisponde totalmente a quello della città medievale e conserva tuttora imponenti vestigia del passato storico, individuabili attraverso una lettura stratigrafica nella superfetazione architettonica delineatasi durante i secoli. L'abitato, tipico esempio di architettura mediterranea, è caratterizzato da case bianche e da vie anguste e ripide, molte delle quali a gradinate. L’edificio più imponente è la cattedrale di Sant'Andrea costruita nel sec. IX, rinnovato nel 1203 in forme arabo-normanne e più volte rimaneggiato; annesso il campanile dei sec. XII-XIII e il chiostro del Paradiso (XII secolo). Della storia marinara di Amalfi restano, oltre all’arsenale, ora sede dell'omonimo museo, il codice marittimo denominato Tabula de Amalpha e la tradizione dell’invenzione della bussola
Il toponimo “Amalfi” è di sicura estrazione latina: deriverebbe da Melfi, un villaggio marittimo lucano abbandonato da alcuni profughi romani nel IV d.C. oppure potrebbe corrispondere al cognome di una gens romana del I secolo d.C. (Amarfia). Fondata dai Romani nel sec. IV, fu diocesi e castrum bizantino dopo la vittoria di Narsete sui Goti (553). Conquistata dai Longobardi di Sicardo (838), insorse, elesse un proprio capo e si costituì in libero comune. Nei due secoli successivi si affermò come prima Repubblica Marinara d'Italia: nell'XI secolo raggiunse l'apice della potenza, per poi cominciare a decadere a causa di lotte intestine e di conflitti esterni. Nel 1039 fu assoggettata d
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