Somma Vesuviana è una cittadina collinare di antica origine, con una vocazione rurale in declino e un apparato industriale in via di sviluppo. Il capoluogo comunale, originariamente raccolto ai piedi del castello, si è sviluppato in pianura sconfinando nei comuni di Brusciano, Marigliano, Ottaviano, Sant'Anastasia e Scisciano; anche la località di Fornaro si è ampliata fino a toccare Pomigliano d'Arco e Castello di Cisterna. Il profilo geometrico del territorio comunale, caratterizzato prevalentemente da dolci ondulazioni, si impenna in corrispondenza del vulcano Somma-Vesuvio, situato nella parte meridionale del comprensorio sommese; la ricca vegetazione di boschi cedui che copre le pendici del monte lascia il posto, nella zona pianeggiante, a un intreccio indisciplinato di orti, frutteti e insediamenti umani
Denominato Somma fino al 1863 e menzionato nel Catalogus Baronum (1150-1168). Nel 79 d.C. le case, i templi e la famosa villa nella quale forse morì Ottaviano Augusto, ancora oggi sepolta, vennero distrutti da un'eruzione del Vesuvio. Durante il Medioevo il borgo crebbe d'importanza soprattutto in età angioina e aragonese, dipendendo direttamente dal demanio regio. Nel Cinquecento cessò di essere dimora di reali e dopo pochi anni divenne ducato. Subì l'eruzione del Vesuvio del 1631, in occasione della quale crollarono in parte la chiesa di Santa Maria a Castello e la collegiata. Nel 1752 Carlo III di Borbone ordinò che la curia di Nola le conferisse il titolo di città;
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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