L’abitato è circondato da una cinta di mura con ampi tratti ancora ben conservati. Trattasi di una struttura molto complessa con andamento poligonale intervallata da torri circolari, troncoconiche e quadrate chiaramente frutto di interventi effettuati a più riprese fra XIII e XV secolo; delle porte, rimane solo la cosiddetta Porta dei Leoni. Sulla sommità del colle sorge il castello normanno, di cui sono attualmente visibili i ruderi. Oltre il sistema difensivo, una notevole importanza artistica rivestono la parrocchiale di San Nicola e quella di Sant’Eustachio, la più antica del centro, il monastero di San Giacomo, il convento di San Francesco e il Palazzo Salati
L’importanza strategica di Gioi, citato nel 1034 come castello Ioe, porta ad ipotizzare che un primo impianto fortificato sulla collina fosse stato costruito agli inizi dell’XI secolo. Il luogo prescelto, oltre che agevolare la difesa della popolazione del territorio circostante, costituiva una posizione strategica a controllo della via fluviale dell’Alento e del mare di Velia. Il castello cadde in mani normanne intorno al terzo quarto dello stesso secolo e comunque prima della presa di Salerno da parte di Roberto Guiscardo nel 1076. Durante le dominazioni normanna e sveva l’insediamento di Gioi inizia a prendere le forme che condizioneranno la sua stessa evoluzione nei periodi successivi. All’edificazione del nuovo castello isolato nell’angolo nord ovest della collina fa seguito l’erezione di un primo circuito mur
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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