Il centro storico si estende su tre colli con impianti urbani differenti che caratterizzano i rioni principali: radiocentrico, lineare e a scacchiera. Lo stesso è stato influenzato, nei secoli, da eventi franosi che ne hanno modificato l'aspetto. Ancora oggi l'ultima fila di case del rione sembra la strada di un paese fantasma, con case disabitate, case demolite solo a metà e porte che non danno sulla strada ma sono sospese in quanto dopo la frana la sede stradale si abbassò di qualche metro. Il centro si caratterizza per abitazioni per lo più a schiera, nella maggior parte dei casi ad un piano, con tetto a capanna: le Casedde, unite le une alle altre in file degradanti dall'alto verso il basso. Diverse emergenze architettoniche caratterizzano, poi, il centro nonchè il castello che si pone diametralmente opposto alla cattedrale
La sua origine risalirebbe al periodo delle colonie greche. Intorno all'anno Mille diviene feudo dei Normanni e risalirebbe a questo periodo il primo nucleo del centro, ovvero l'attuale rione Terravecchia. Tale nucleo si ampliò sia verso sud, con la contrada Casalnuovo sorta tra il XIV-XV sec., sia verso nord con la contrada di santa Maria del Rito, oltre la contrada Santa Maria del Soccorso. La storia di Pisticci è fortemente legata alle frane che più volte, nel corso del tempo, ne hanno modificato la topografia, la toponomastica e la storia. La frana del 1555 è la prima documentata a Pisticci; quella del 1688 è la più imponente ed ha influito sulla
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