Cittadina collinare, di antica origine, sede vescovile. L'abitato si raccoglie sulla sommità di una collina e il nucleo antico, sebbene danneggiato da ripetuti terremoti (1851, 1930, 1980), ha conservato intatto l'aspetto medievale. È sede vescovile. L’abitato, che con le mura e il castello medievale ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, ha andamento plano-altimetrico vario ed è interessato da una forte crescita edilizia. Tra le emergenze architettoniche ricordiamo il castello, di origine normanna, ampliato e ristrutturato in epoca sveva e rimaneggiato più volte a partire dal sec. XVI che domina l'abitato ed è compreso nella cinta muraria munita di torri; il duomo, dedicato all'Assunta (sec. XII, rifatto nel XVIII e in seguito restaurato) con facciata barocca e campanile romanico; le chiese di Santa Maria, Sant’Antonio, San Lorenzo, Santa Lucia e del Carmine; l’ex chiesa di Sant’Andrea; il palazzo del Vescovado, rifatto dopo il terremoto del 1694; il palazzo Aquilecchia; la piazza Umberto I con il Palazzo del Municipio
Già sede di insediamenti dauni, sanniti e lucani (VII-III secolo a.C.), non fu importante centro romano, acquistando rilevanza solo nel Medioevo. Il toponimo deriva dal nome MELPHES di un antico fiume della Basilicata. Prestigioso sito strategico, in epoca longobarda la città, già potentemente fortificata, è uno dei principali centri del Gastaldato acheruntino dipendente da Salerno nonché un importante nodo di traffici e commerci. Con la ripresa del
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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