Città consolidata caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali delimitata da quartieri storici di formazione situata a Ovest rispetto alla provincia di Brindisi. Presenta funzioni di culto, produttive, artigianali e residenziali. Le fasi più antiche documentate archeologicamente sono relative al periodo messapico di età ellenistica, quando l'insediamento si sviluppò in corrispondenza di un colle estendendosi per una superficie di oltre 100 ettari, racchiusa in una cinta muraria lunga 3.7/3.9 km. In età romana, la città decade, probabilmente ridotta ad un piccolo centro abitato; nel Medioevo la città corrispondeva all'attuale centro storico, circondato da una cinta di fortificazione della quale sono oggi visibili due porte di accesso. In età moderna la città si arricchisce di palazzi e chiese, estendendo altresì il suo tessuto urbano. Una notevole espansione urbanistica verso O e verso SO si verifica in età contemporanea
Il nucleo urbano della città messapica, da identificare con “Caelia” ricordata da Plinio (Nat. Hist., III, 101), si sviluppò in corrispondenza di un’altura, poi occupata dal centro storico medievale. I dati circa la frequentazione antica sono molto scarsi e derivano per lo più da rinvenimenti occasionali, a partire dalla fine dell’Ottocento sino ad oggi. Sono state individuate tre aree di necropoli, tutte databili tra la metà del V e il III sec. a.C.: le necropoli Ovest, Sud e Sud-Est. In epoca ellenistica (IV-III sec. a.C.) l’abitato era difeso da
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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