Città consolidata caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali, delimitata da viabilità e quartieri storici di formazione, esposta a sud-est. Presenta funzioni di culto, produttive, artigianali e residenziali
Castellana nasce come feudo del Monastero di San Benedetto di Conversano ed è citata per la prima volta in una delle antiche pergamene del monastero, databile al 901 d.C., edite dal Morea nel Chartularium Cupersanense, in cui si parla di un Castellano Vetere e un Castellano Novo. La città dunque compare nei documenti come casale già dal X secolo d.C. e all'epoca doveva gravitare attorno alla chiesa di S. Magno. Il toponimo Castellana si ritroverà soltanto a partire dal 1310 e nel 1950 ha assunto la forma attuale, con l'aggiunta della specificazione “grotte”, riferita alle cavità scoperte in zona, sul finire degli anni Trenta. L'insediamento di Castellano, ubicato nelle vicinanze di un “lago” (attuale Lama Cupa) doveva avere l'aspetto e le caratteristiche di un modesto villaggio. Il suo territorio risulta donato nel 1087 al monastero benedettino di Conversano, dal conte Goffreddo d'Altavilla. Il casale risulta abbandonato e poi ripopolato attorno al 1171 da coloni salentini, inviati dai benedettini. Un altro insediamento si formò, verso la metà del Duecento, attorno ad una torre, costruita poco prima e si persero completamente le tracce del nucleo precedente. Gli abitanti di Castellano costruirono nuove case su una collinetta (corrispondente alla parte più ant
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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