Città consolidata caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali, situata a sud rispetto a Foggia. Presenta funzioni di culto, di frequentazione, produttive, artigianali e residenziali. I collegamenti interni sono pedonali e carrabili. L’abitato, situato sulle due colline di San Rocco e San Tommaso, sorge a 515 m s.l.m. in posizione cerniera per i collegamenti tra l’Irpinia, la Lucania e la Daunia, al termine di un’antica pista tratturale coincidente con l’attuale tratturo Pescasseroli-Candela
Gli storici locali attribuiscono l’origine al periodo delle invasioni ostrogote e longobarde, tuttavia le prime testimonianze risalgono all’XI secolo. In un atto del 1066, riguardante la chiesa di Sant’Angelo fuori le mura da parte di Ansererio, viceconte di Candela e vassallo di Guglielmo conte del Principato, in favore del monastero di S. Maria del Pesclo, è menzionato il “castellum quod Candela dicitur”. Dallo stesso documento si apprende che la chiesa in parola era a quella data “vetustam” ed era stata oggetto di un restauro integrale per le precarie condizioni di conservazione. Nel 1107 la stessa chiesa venne donata all’abbazia di Cava dei Tirreni con potestà di potervi tenere nel mese di maggio un mercato con esenzione di plateatico che era un tributo dovuto al principe per il transito per le piazze e le vie pubbliche. Tale circostanza afferma l’importanza del paese che da piccolo borgo era divenuto oramai una fiorente cittadina commerciale in cui conveniva gente di paes
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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