Centro della provincia di Bari. Presenta funzioni residenziali e pubbliche
L'impianto urbanistico di Gravina di Puglia è difficilmente inquadrabile entro le consuete topografie circolari, poligonali o a spina pesce, in quanto si presenta come un eterogeneo complesso costituito da diversi rioni, frutto degli avvicendamenti antropici che ne hanno determinato la formazione. I cosiddetti rioni di Gravina non si configurano soltanto come quartieri comunemente delineati da strade e abitati architettonici ma, specie nel compartimento cronologico della lunga fase medievale, si manifestano come ramificati sistemi rupestri definiti da grotte reimpiegate come abitazioni, la cui caveosità, generata dal topico carsismo delle gravine, consentiva ai paesani un rustico ma protetto rifugio contro eventuali incursioni esterne. La città è posta al confine tra due regioni: la Puglia e la Basilicata. Per la sua posizione strategica sin dall'antichità si manifesta come punto nodale di collegamento fra i municipia lambiti dall'Adriatico e i centri interni della Lucania. L'ulteriore rilevanza geografica della città è dovuta alla sua collocazione all'interno del sistema viario dei tratturi, in particolar modo di quello regio Castellaneta-Melfi che congiunge l'area ionica al Vulture e, procedendo ad ovest, anche alla Campania. Tale arteria extraurbana d'età moderna, una larga strada erbosa riservata allo spostamento delle greggi tra i pascoli, ricalca il preesistente tracciato viario romano della Via
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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