Comune montano, di origini piuttosto recenti, la cui economia si basa essenzialmente su attività agricole e di trasformazione dei prodotti della terra sull’agricoltura. Conserva funzioni residenziali grazie al rapido collegamento con Scalea. L’abitato, immerso in una suggestiva cornice paesaggistica, mostra segni di espansione edilizia; situato su uno sperone, in posizione panoramica, ha un andamento plano-altimetrico leggermente vario. Una maglia disordinata occupa gli spazi definiti dal tortuoso percorso della principale arteria di attraversamento. Il toponimo riflette il nome dell’omonima Santa. Tra i monumenti di maggiore interesse nel centro storico ricordiamo la chiesa parrocchiale di San Giuseppe il cui impianto originario risale a metà del XVII secolo e il palazzo Campagna della fine del XVII secolo. PROSPETTIVE DI SVILUPPO: Connesse al riassetto dell'economia agricola. TIPOLOGIA URBANA: Impianto a gradonata. CONDIZIONE ORIGINARIA: Agricola CONDIZIONI ATTUALI: Assolve funzioni civiche e di residenza
Ebbe origine per volere di Ettore Maria Spinelli, principe di Scalea, indicativamente nel 1640, e per molti secoli fu un casale del territorio di Scalea. Nel 1662 passato da “casale” a “terra” e “università”, il borgo ottiene l’autonomia da Scalea, pur continuando a far parte del Feudo degli Spinelli, i quali si fregiano anche del titolo di principi di Santa Domenica. Dopo la rivoluzione di Celico, della metà del Seicento, a seguito della quale i villaggi cosentini si sot
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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