Così chiamata per la grande quantità di intonaci dipinti con ricchezza di motivi decorativi, la domus, una ricca e ampia dimora urbana a sviluppo orizzontale, occupa un'area di circa 1300 mq a sud del Foro. L'edificio fu ininterrottamente in uso dalla sua costruzione (prima metà del I sec. a.C.), alla metà del IV sec. d.C. Durante questo arco cronologico, nella villa si sono succedute tre fasi edilizie che ne hanno modificato parzialmente l'aspetto. La maggior parte delle strutture oggi visibili appartiene all'ultima fase di ristrutturazione dell'abitazione avvenuta in età claudia, a seguito dell'esproprio dell'ala occidentale con atrio per la realizzazione del nuovo assetto dell’area pubblica. Uno dei punti più suggestivi di questa dimora è il giardino, nel quale quattro aiuole sono racchiuse da canalette in cui si riversano gli zampilli di sette fontane. Su questo spazio si affacciano il triclinium estivo, con pavimento in marmo bardiglio, e due sale pavimentate con mattonelle di marmi policromi. Sul lato settentrionale si affianca un’area chiusa da un basso muro con lesene ed un ninfeo. I due giardini sono racchiusi in un portico. Un altro spazio aperto è rappresentato dall’hortus, con aiuola a nicchie destinate a piccole sculture e portico pavimentato a scaglie di marmo; intorno ad esso gravitano gli ambienti del quartiere invernale: due sale separate da corridoio. La sala maggiore è stata identificata come triclinio invernale: conserva un pavimento in opus sectile, reali
Description via ArCo, Italian Ministry of Culture. Coordinates and heritage data from the Atika atlas.
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